|
 |
Chrysanthellum Americanum
Estratto Secco
|
Clinica farmacologica
Il Chrysanthellum Americanum è una pianta che per la sua attività terapeutica benefica, ha acquistato negli ultimi anni molta importanza. Essa è stata recentemente sottoposta, in Francia, ad uno screening molto ampio che ne ha messo in evidenza l'azione terapeutica. Gli studi farmacologici e tossicologici confermano e precisano gli effetti constatati attraverso l'uso tradizionale.
Azione sul metabolismo lipidico
L'azione del Chrysanthellum sul fegato, favorisce la biosintesi dei fosfolipidi a svantaggio del colesterolo e dei trigliceridi. Le valutazioni cliniche effettuate dal Prof. Cloarec dell'ospedale Saint Antoine e Tenam di Parigi, mostrano una diminuzione del colesterolo e dei trigliceridi compresa fra il 20- 40%; l'azione sembra tanto più marcata quanto più il tasso dei trigliceridi è elevato. L'attività del Chrysanthellum a livello dell'emuntorio biliare permette di prendere in considerazione le ipercolesterolemie da "stasi" dei grossi mangiatori che non è removibile con altri mezzi. Ma ciò che lo rende ancora più interessante è la capacità di ridurre l'ipercolesterolemia dei pazienti ad ipertonoadrenergico, legata all'ipossia epatocitaria derivante dalla vasocostrizione splancnica, che viene indicata come ipercolesterolemia da stress. In questi pazienti l'epatocita è in ipossia, e sintetizza in un "riflesso di difesa" una maggiore quantità di colesterolo. L'attività del fitocomplesso è farmacodinamicamente riconducibile alla probabile induzione enzimatica delle lipasi agenti sulle lipotropine, con conseguente inibizione parziale della sintesi del colesterolo. E' stato verificato inoltre che viene migliorata la tollerabilità ai fibrati che eventualmente possono essere associati alla terapia.
Azione coleretica
L'integrità dell'epatocita facilita la produzione di bile (sali biliari, bilirubina, colesterolo), la quale immessa nell'intestino favorisce la digestione dei grassi con scomparsa del senso di gonfiore, pesantezza post-prandiale, bocca amara, nausea. L'azione sull'emuntorio biliare permette l'eliminazione accresciuta e prolungata del colesterolo, dei prodotti di eliminazione del metabolismo epatocitario e delle funzioni di detossicazione del fegato (riduzione della frazione gamma del tracciato elettroforetico e delle gamma GT). L'azione coleretica è importante e qualitativamente significativa poiché il flusso biliare è fisiologicamente progressivo e stabile, oltre che ricco di sali biliari e bilirubina. Sul piano clinico la terapia con il Chrysanthellum si traduce in una netta diminuzione dell'astenia e con il recupero del senso di benessere generale.
Azione epato-protettiva
Alcuni ricercatori, hanno dimostrato come le frazioni saponosidiche e flavonoidiche del Chrysanthellum si comportano come epatoprotettrici nei confronti di sostanze epatotossiche quali l'epatonolo e il tetracloruro di carbonio. A differenza di alcuni fitocomplessi, protettivi degli epatociti solo se somministrati prima del fattore tossico, quindi essenzialmente stabilizzanti di membrana, il Chrysanthellum agisce anche su tessuti già parzialmente compromessi inducendo la riattivazione delle catene enzimatiche sicrosomiali. All'azione protettiva si affianca dunque anche quella stimolante le proprietà di detossicazione e di rigenerazione.
Azione sulla discrasia calcolosa
Altra indicazione decisamente importante del Chrysanthellum è quella riferibile alla patologia calcolosa, che sembra riconoscere oggi una sua genesi unitaria ben precisa a livello del fegato. Per ciò che riguarda la litiasi salivare si sono ottenuti buoni risultati con tempi terapeutici di 10-15 giorni, mentre nella litiasi biliare è possibile ottenere l'eliminazione dei calcoli radiotrasparenti con un trattamento di circa 1 anno; i risultati sono più rapidi quando il calcolo è di natura colesterinica. L'indicazione, che nell'ambito calcolotico merita in ogni caso maggiore attenzione, è relativa alla calcolosi renale. Il Chrysanthellum, si può definire come il primo "litotrissore vegetale"; la somministrazione dell'estratto secco ha in effetti mostrato azione curativa nella litiasi cistinica e senza dubbio, preventivo nella litiasi ossalica. Le coliche renali traggono un buon beneficio dalla somministrazione terapeutica del Chrysanthellum, in quanto si riducono nel tempo sia in frequenza che in intensità. Sulla scorta delle osservazioni sul potere antiossidante e antiradicalico recentemente osservato, si può ipotizzare che uno dei meccanismi di protezione degli epatociti consista proprio nel blocco di quei potenti agenti aggressivi che sono i metaboliti radicalici di alcune sostanze tossiche. Il Chrysanthellum agisce in maniera significativa sull'enzima epatico citocromo P 450, vera chiave di volta della biotrasformazione e degradazione delle sostanze endogene ed esogene che subiscono il processo di ossidazione, idrossilazione come alcool, alcuni medicinali, agenti alimentari aggressivi. Numerosi studi a riguardo dimostrano che il Chrysanthellum possiede una buona attività antiperossidante dovuta al suo ruolo di chelante dei radicali liberi, responsabili della lisi cellulare con successiva inondazione enzimatica, causa a sua volta dell'alterazione dell'equilibrio strutturale delle cellule. Anche i flavonoidi della pianta partecipano al mantenimento dell'integrità della funzione protidogenica, proteggendo la membrana lisosomiale dall'azione distruttiva dei radicali liberi. Ai flavonoidi spetta inoltre la peculiarita' di orientare il glucosio sulle vie a più alto rendimento energetico, la dove cioè una molecola di glucosio degradata libera 34 ATP (ciclo di Krebs). In tale maniera si realizza un rilancio energetico dell'epatocita e di conseguenza una stimolazione delle funzioni maggiori del fegato. Studi farmacologici condotti su topi intossicati da adrenalina, hanno dimostrato che gli animali risultavano essere significativamente protetti quando venivano pretrattati con il Chrysanthellum. Il controllo a doppio cieco ha dimostrato che si riduceva significativamente tale tossicità nei confronti degli animali non trattati o trattati con Vitamina C. Inoltre le prove tossicologiche hanno dimostrato che dosi 50 volte superiori alla posologia umana per via orale sono prive di tossicità, sia acuta che cronica, come pure di azione mutagena.L'azione protettrice dell'epatocita si instaura tanto meglio se il trattamento avrà avuto una durata minima di 15 giorni. L'esame istologico del fegato dell'animale intossicato da alcool, e pretrattato con Chrysanthellum , non presenta mai necrosi cellulare ed anzi esistono isole di parenchina epatico intatte come verificate al microscopio elettronico. La conclusione di un lavoro sperimentale durato 10 anni presso un centro specializzato di Lione dimostra inequivocabilmente che alcuni principi attivi della pianta hanno la capacità di inibire in vivo la crescita degli ossalati di calcio confermando così i risultati clinici di prevenzione osservati su 2.000 pazienti. I principi attivi del Chrysanthellum, oggi perfettamente conosciuti ed identificati, appartengono ai saponosidi (Crisantelli A e B) e ad un gruppo molto particolare e ricco di flavonoidi; un flavone, un flavonone, un calcone ed un aurone. In fitoterapia il fitocomplesso si presenta con una sovrabbondanza di molecole mescolate fra di loro e costituisce la forza dell'attività farmacologica.
Azione angioprotettrice
L'istangio-protezione è riconducibile alla presenza in questa pianta dei flavonoidi, infatti essi vanno a complessarsi con i fosfolipidi della biomembrana delle cellule endoteliali, riordinandoli e ripristinando l'integrità della parete, diminuendo la fragilità dei capillari e quindi la loro permeabilità. Questo consente anche un maggior tono del vaso e un più rapido ritorno del sangue verso il cuore, senza ristagno. Gli studi farmacologici realizzati dimostrano, come l'attività angioprotettiva di questo vegetale si traduce in una diminuzione significativa della permeabilità capillare con una relazione dose/effetto superiore a quella esercitata dall'acido ascorbico, rutina e derivati, presi come termine di paragone. L'azione antinfiammatoria verificata nell'animale nei confronti degli edemi è più rapida e duratura di quella ottenuta con rutina, aspirina e fenilbutazone. L'azione antiaggregante piastrinica è stata verificata in un modello sperimentale nel coniglio, trattato preventivamente con una sostanza ad azione trombotica, mostrando un quadro elevato di attività, rilevato attraverso vari test. Alcuni studi clinici in doppio cieco contro placebo, hanno dimostrato come il Chrysanthellum è uno dei più efficaci flebotonici attualmente conosciuti, sia per un'azione endotelio-protettiva, sia per la sua specifica attività di rendere il sangue meno grasso. Di converso dal punto di vista arterioso, sia esami strumentali (esame Ecodoppler) che clinici hanno evidenziato la possibilità di incrementare del doppio il percorso di marcia nei pazienti affetti da arterite obliterante degli arti inferiori, senza accusare dolore. Inoltre gli effetti positivi sulla microcircolazione sono valutabili sia attraverso pletismografia che capilloroscopia. In conclusione il Chrysanthellum permette all'epatocita di esercitare in pieno le sue funzioni, in quanto assicura o ristabilisce la copertura in ossigeno ed aumenta il rendimento energetico.
Confezione: 60 cps
Prezzo al pubblico: 20,00 €
BIBLIOGRAFIA
Becchi, M. et al., EUR J: BIOCHEM. 108, 271, 1980
Honore-Thorez, D., J. Pharm. Belg. 40, 323, 1985
Brasseur, Th. et al., J. Chromatogr. 351, 1986
Brasseur, Th. et al., Plantes Med. et Phytoth. 21, 131, 1987
Dubernard, P.M., Phytoterapy Res. 2, 210, 1988
Dubernard, P.M., Phytoterapy Res. 24, 19, 1988
Conderc, P., Phytoterapy 10, 1984
Di Stanislao - Chrysanthellum A. monografia T. M. A. n°7 - 1989 Chrysanthellum Americanum |