L'Alchimia
Cos'è l'Alchimia? Sin dai tempi più remoti era nota l'arte sacra degli egiziani di guarire con le forze e le energie della natura. Queste conoscenze, con il passare degli anni, vennero trasmesse agli arabi che la denominarono Alchimia, parola composta da Al, (che significa Dio), e Chimia (che significa Chimica), quindi "chimica di Dio". L'Alchimia è quella scienza che insegna il misterioso dinamismo che presiede la trasformazione dei corpi naturali; l'alchimista, nel suo lavoro di laboratorio, è un imitatore della natura, realizza in piccolo ciò che il creatore ha fatto in grande nell'Universo.
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La Spagiria
E' l'applicazione dell'Alchimia alla produzione dei rimedi. La Spagyria, è una tecnica particolare di elaborazione di materie provenienti dai tre regni della natura, che ha lo scopo di esaltare al massimo grado le virtù potenziali dei loro principi attivi. Questa antichissima arte, consiste nel separare i tre principi base delle piante (Sale, Zolfo, Mercurio), purificarli separatamente e ricongiungerli in un unico essere puro ed incorruttibile nel tempo. Le tecniche spagiriche di elaborazione delle piante, dei minerali e dei metalli, partono tutte dalla stessa base, la divisione dei tre principi, la purificazione e la riunificazione in un'unica soluzione.
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Lavorazione Spagirica
Per prima cosa viene divisa una pianta in tre parti uguali, dalla prima parte verrà estratto l'olio essenziale, solitamente in correnti di vapore; poi verrà utilizzata la seconda parte della pianta che, calcinata in un crogiolo chiuso ad una temperatura di 400°C, rilascerà le ceneri che verranno poi liscivate con acqua distillata al fine di estrarre tutti i sali solubili. Successivamente i Sali verranno purificati fino a che non saranno completamente bianchi; la terza operazione consiste nel portare a fermentazione l'ultima parte restante della pianta, che con particolari accorgimenti trasformerà la cellulosa in alcool, il quale verrà rettificato tramite distillazione in modo che risulti molto concentrato e contenente solo principi attivi volatili. Dopo quest'ultima fase, l'alcool della pianta, verrà mineralizzato facendolo circolare con una parte del sale della pianta, poi distillato ottenendo così il terzo principio perfettamente preparato. L'ultima operazione consiste nel riunire queste tre sostanze, in una proporzione che varia a seconda della pianta,in modo da ottenere esattamente quello che gli antichi Spagyri chiamavano "Quintessenza".
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Saggezza Antica Tecniche Moderne
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Perché l'estratto secco
Le erbe in polvere si ottengono con tecniche di estrazione di piante fresche o secche, ed hanno principi moderni, anche se l'estratto secco non è invenzione di questo secolo. L'estratto secco è un preparato concentrato ricavato dalle piante da dove con un adatto solvente (acqua ed alcool) se ne estraggono i principi; successivamente viene evaporato sotto vuoto per fare in modo che rimangano inalterate le sostanze termolabili. In alcuni casi agli estratti secchi è necessario aggiungere dei diluenti (tra i più usati ricordiamo l'amido di mais o il frumento, il lattosio, la silice ed il magnesio stearato), per rapportarli ad uno standard codificato. I diluenti citati possono essere colorati con caramello, in modo da poter ottenere un colore più o meno bruno corrispondente al colore normale dell'estratto. L'estratto secco ha il vantaggio di presentare un rapporto estratto:erba secca di ben 4:1 o 5:1 o anche più. Mantiene inalterati i principi attivi ed i principi coadiuvanti presenti nella pianta, evita l'ingestione di quelli inerti (amidi, cellulosa, etc.) ma, cosa molto più importante, è prontamente solubile nei liquidi gastrointestinali ed è quindi " biodisponibile ". Inoltre essendo standardizzato, garantisce un prodotto costante nella qualità e nella quantità dei principi attivi, è stabile, non fermenta, non si infesta e non inquina.
Perché il composto sinergico
Le azioni delle piante possono essere potenziate se invece di prenderle singolarmente, vengono preparate in composti con più piante che siano in sinergismo tra loro, ovvero che una aumenti il potere di un'altra, senza però interferire sulle rimanenti. Questo sinergismo ci può far risolvere problemi che con una singola pianta sembravano insuperabili. Naturalmente è inutile precisare che se il composto è preparato con soluzioni o estratti spagirici, l'azione sinergica sarà ancora più marcata. Da questo si può capire che un composto, di solito, ha un'azione più ampia e più potente di una pianta singola in quanto si potrà agire su diversi campi per ottenere il migliore dei risultati.
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Quintessenza Spagirica (QES)
Chimicamente non è altro che una mistura composta da acqua, alcool, olio essenziale e sali minerali. Inutile dire che una Quintessenza spagirica fatta a sistema del Glauberus è molto diversa (sia a livello chimico-fisico sia a livello energetico) da una quintessenza fatta aggiungendo acqua, alcool e sali ad un olio essenziale. Questo si può facilmente vedere tramite un'analisi eseguita su cromatografia su strato sottile (TLC).
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Liquori d'Erbe Spagirici (L.E.S.)
Sono delle estrazioni idro-glicero-alcoliche ottenute dalla macerazione di parti di piante (gemme, radicelle, semi, etc.) nel solvente ad un rapporto di 1:2 (una parte di pianta e due di solvente), il tempo di macerazione cambia da pianta a pianta, è quindi quasi impossibile dare un periodo di tempo preciso. Terminato il tempo di macerazione il liquido viene filtrato, le piante torchiate, ed il liquido che ne esce immesso in quello filtrato antecedentemente. A questo punto il residuo della torchiatura (piante già torchiate) viene calcinato e dalle ceneri vengono estratti i sali e poi purificati col metodo solve e coagula. Finita questa operazione si immettono i sali purificati nel liquido e si diluisce il tutto con una soluzione idro-glicero-alcolica fino ad arrivare ad un rapporto di estrazione finale di 1:4 o 1:5 massimo. Fatto questo si inserisce il tutto in un circolatore e si lascia circolare (al Sole ed alla Luna) per un mese Filosofico.
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Soluzioni Idroalcoliche Spagiriche (S.Y.S.)
Le tinture spagiriche (S.Y.S.) sono macerazioni di piante o parti di esse in una soluzione idroalcolica a diversa gradazione (tale gradazione dipende dalla pianta). Le erbe sono messe in un vaso di vetro dove verrà versata la soluzione idroalcolica alla gradazione desiderata, il vaso viene chiuso ed il tutto lasciato a macerare per un periodo ben stabilito (ogni giorno bisognerà agitare energicamente il vaso). Passato tale periodo il liquido avrà un colore scuro e si passerà alla separazione del liquido dal solido. Il residuo solido dell'erba verrà torchiato ed essiccato al sole e poi incenerito; questo procedimento richiede molto tempo in quanto le erbe verranno carbonizzate e calcinate fino a che il tutto assumerà un colore bianco uniforme (piccola quantità di cenere bianca con odore pungente). A calcinazione avvenuta, si aggiungerà la cenere ancora calda alla tintura. Il vaso verrà ben chiuso (il suo nome è vaso di Ermete) ed agitato e la tintura verrà lasciata reagire. Fatto ciò il vaso verrà esposto per 28 giorni al sole, alla luna e agitato almeno una volta al giorno; in questo modo si avrà una circolazione data dall'evaporazione della tintura (salita), con una conseguente condensazione sul vaso superiore e ricaduta della tintura (discesa), questa circolazione scioglierà i sali solubili della cenere immessa assorbendoli dolcemente potenziando la tintura.
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